La crescita e lo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese ha una storia spesso complicata e altalenante ma come ci è capitato di raccontare spesso la spinta impressa per superare la crisi energetica nei mesi scorsi è stata forte e ha contribuito in modo sostanziale a raggiungere obiettivi impensabili in Europa anche solo fino a un paio di anni fa.
I 3Gw prodotti dall’Italia nel 2022 da fonti rinnovabili non sono tantissimi rispetto agli obiettivi che ci siamo prefissi per il 2030 (dove vorremmo raggiungere il 30% di energia prodotta da rinnovabili) e soprattutto a confronto con le altre nazioni europee con in testa la Germania che lo scorso anno ha prodotto ben 11Gw ma le prospettive di miglioramento sono in atto e un aiuto concreto sta arrivando ora dal PNRR.
A cosa serve il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è cosa nota; attivato per sostenere le politiche di sviluppo su tre assi principali: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale non è però appannaggio delle sole istituzioni pubbliche. Infatti sempre di più anche enti privati hanno contribuito a progetti di interesse comunitario e tra questi molti puntano a sostenere la transizione energetica.

Ma cosa offre il PNRR rispetto agli interventi energetici rinnovabili?
Innanzitutto il PNRR aveva stanziato 59,47 miliardi alla voce: ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ e recentemente per sostenere start-up innovative è stata deliberata la creazione di un fondo il Green Transition Fund (GTF) di 250 milioni in sovvenzioni, che segue il più grosso investimento da 1 miliardo di euro stanziato per sostenere la voce ‘Rinnovabili e Batterie’ nei diversi campi di applicazione:
Fin qui tutto bene ma spesso poi i progetti avviati si bloccano nelle burocrazie del bel paese, per questo il PNRR-ter, deliberato ad Aprile 2023, ha spinto ulteriormente verso la semplificazione di queste procedure.
Le norme contenute in questo decreto puntano sostanzialmente all’ampliamento delle aree su cui è possibile installare impianti rinnovabili, per lo più si parla di fotovoltaico ed eolico, e alla semplificazione delle burocrazie.
La norma più significativa è quella dell’eliminazione della (VIA) Valutazione di impatto ambientale fino al 2024 per i progetti che hanno già ottenuto una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per le seguenti categorie:
A questa si aggiunge la semplificazione di tutte le procedure di manutenzione ordinaria e straordinaria sia per gli impianti fotovoltaici che eolici esistenti, che ora non necessitano più di lunghe burocrazie per essere attivate.

Le agevolazioni per l'agrovoltaico di cui avevamo parlato in un articolo recente (leggi qui) e il sostegno alle Comunità energetiche.
Certamente la strada intrapresa è positiva e di grande respiro, serve pero un impegno costante per mantenere gli impegni e raggiungere l’ambizioso ma possibile obiettivi che ci siamo dati per il 2030.