Con l’obiettivo di far convergere tante idee con la realizzazione di cantieri, è arrivata in Italia Solmeria, una piattaforma francese nata con uno scopo ben chiaro: aiutare sviluppatori, aziende e investitori a trasformare i progetti sulla carta in impianti concreti e funzionanti.
Le richieste per connettere nuovi impianti fotovoltaici alla rete elettrica nazionale hanno raggiunto la cifra di 144 GW. Di contro, i progetti realmente pronti per far partire i lavori (la fase definita ready-to-build) sono appena 9,34 GW.
Ciò significa che il mercato è intasato da "contatti grezzi" o progetti bloccati dalla burocrazia e dalla difficoltà di trovare terreni idonei. Gli operatori non hanno bisogno di altre idee vaghe, ma di opportunità concrete, già verificate e finanziabili.
Solmeria si propone di risolvere questo “collo di bottiglia” offrendo agli operatori due soluzioni complementari:
Invece di costringere le aziende a spendere tempo e fondi fissi per cercare terreni e trattare con i proprietari, Solmeria mette in campo i propri ingegneri e agronomi. Il loro compito è scovare e qualificare in anticipo le migliori opportunità per fotovoltaico a terra, agrifotovoltaico (i pannelli solari che integrano l'agricoltura), Bess (Battery Energy Storage Systems, sistemi di accumulo a batterie) e impianti commerciali. Chi acquista da Solmeria riceve un'opportunità pre-verificata, riducendo drasticamente il rischio di fallimento.
La piattaforma offre anche una sorta di "borsa privata" dell'energia a livello europeo. Attraverso dei teaser anonimi (delle schede di presentazione che mantengono riservati i dati sensibili), gli sviluppatori possono vendere o comprare singoli progetti in trattativa privata. Questo evita di dover acquistare interi e costosi pacchetti di progetti (portafogli), permettendo di scegliere solo le opportunità mirate al giusto prezzo.
L'aspetto più interessante di questa novità è economico, come sottolinea il CEO di Solmeria, Maxime Courtaigne, in quanto tale piattaforma rende una parte dell’origination (fase iniziale di ricerca per un progetto energetico) non più un costo fisso, ma variabile legato a opportunità reali e qualificate. Le aziende non dovranno più mantenere strutture enormi per cercare terreni "al buio", ma pagheranno solo quando l'opportunità è concreta e già verificata a livello locale.
L'obiettivo finale per l'Italia è ambizioso ma cruciale per la transizione energetica: ridurre i progetti bloccati, accelerare i tempi della burocrazia e creare più valore reale per il sistema Paese.
Fonte: SolareB2B