Elementi esterni come violente piogge o temperature roventi, neve, terra e fogliame, ma anche il normale decorrere del tempo e l’inquinamento atmosferico. Sono solo alcuni dei motivi che possono portare il tuo impianto fotovoltaico a un graduale deterioramento che, man mano che passano gli anni, rischiano di compromettere il normale funzionamento dell’apparecchio e, dunque, di portare a una minore resa (con rispettivo innalzamento dei costi).


Per questi (e tanti altri) motivi è dunque necessario effettuare una serie di lavori di manutenzione sul tuo impianto fotovoltaico: essi, a seconda dell’entità del danno, possono essere ordinari o straordinari, ma devono sempre essere eseguiti da aziende specializzate non solo per essere efficaci, oltre che a norma, ma anche per potere godere di eventuali agevolazioni fiscali (come nel caso dell’IVA al 10%).


Per non perderti nulla sul tema della manutenzione dell’impianto fotovoltaico abbiamo dunque stilato questa breve guida: al suo interno ci troverai tutto quello che devi sapere per potere effettuare lavori adeguati e in grado di farti risparmiare nel medio termine. Iniziamo!

Qual è la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria

Una delle domande più frequenti quando si parla di questo tema è quale sia la differenza che intercorre tra le già menzionate manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto fotovoltaico. Ebbene, la distinzione è presto fatta:

Come abbiamo già accennato poco sopra, è bene che tutti questi interventi vengano effettuati da ditte specializzate in materia di manutenzione dell’impianto fotovoltaico, che sono in possesso non solo della strumentistica necessaria ma anche delle corrette conoscenze in materia per intervenire in maniera tempestiva ed efficace, sia che il problema si manifesti in maniera repentina, sia che si tratti di attività reiterate nel tempo.

Come si effettua la pulizia dell’impianto fotovoltaico

A tal proposito, si capisce a fondo la necessità di ricorrere ad aziende specializzate quando si è a conoscenza di come viene effettuata la pulizia dell’impianto fotovoltaico: si tratta, infatti, di un’attività delicata, che non vada a compromettere il buon funzionamento dell’impianto, oltre che ad alto rischio per chi la effettua, specie se non si tratta di impianti a terra. Pertanto, per eliminare eventuali residui dai pannelli fotovoltaici è necessario usare diversi kit di pulizia e modelli di robot, strumenti telescopici che aiutano a raggiungere i punti più difficili e di strumenti di asciugatura che non lascino aloni (gli stessi che possono influire negativamente sulle performance della struttura).

O&M

Quando si parla di O&M nel campo degli impianti fotovoltaici ci si riferisce a tutte quelle attività legate all’Operation & Maintainance in grado di monitorare, manutenere e verificare il corretto funzionamento di ogni elemento per potere assicurare la massima redditività al proprio impianto. Ma da dove partire?


Una delle regole d’oro dell’O&M è quella di prevenire l’insorgere di possibili danni futuri. Per farlo è necessario ricorrere a un’attività tanto semplice quanto necessaria: quella, cioè, del costante monitoraggio dell’impianto fotovoltaico e di tutti i suoi principali parametri di funzionamento. Le migliori aziende che si occupano di manutenzione dell’impianto fotovoltaico mettono a disposizione dei propri clienti un servizio prestato 365 giorni all’anno, durante le ore di produzione dell’impianto fotovoltaico: esso implica il controllo costante anche da remoto (tramite app e computer) dell’energia prodotta e consumata, della quota immessa in rete o accumulata nelle batterie, l’analisi degli allarmi e, nei migliori casi, un desk e un Service Manager dedicati, a cui rivolgersi in qualunque momento.


Alla fase di monitoraggio segue quella, già descritta, della manutenzione, meglio se prevista e programmata, per poi concludere con eventuali interventi correttivi laddove si rendano necessari. A questo si aggiungono gli adempimenti burocratici, periodici o di nuova emissione, con gli enti preposti al controllo e alla gestione di chiunque sia in possesso di un impianto fotovoltaico: parliamo di GSE, ENEL, ARERA e Agenzia delle Dogane.

In quali casi è meglio fare un revamping fotovoltaico?

Rientra in questo tipo di attività anche il revamping fotovoltaico, ossia quella serie di interventi di miglioramento e ammodernamento di tutte le componenti di un impianto fotovoltaico vecchio (tra i 20 e i 30 anni di attività) che comincia a manifestare gli “acciacchi” dovuti all’incedere del tempo. Al degrado fisico, alla diminuzione irreversibile di performance e produzione dell'energia (e al conseguente aumento dei costi) è dunque possibile rispondere con una serie di attività di vero e proprio ammodernamento tecnologico sfruttando gli incentivi normati nel 2016 dal GSE, ossia il Gestore dei Servizi Energetici. Secondo quest’ultimo è dunque possibile effettuare due tipi di interventi:

Significativi

Non significativi

Il tutto a patto che l’utente che ne fa richiesta si attenga ad alcune regole. L’elenco completo di tali parametri, oltre che la normativa, sono disponibili nell’ apposita procedura rilasciata proprio dal GSE.

Che tu lavori in un’industria, un centro sportivo o un qualsiasi altro tipo di società poco importa: il fotovoltaico per le aziende rappresenta una vera e propria scelta di campo che è in grado di fare del bene non solo al pianeta, ma anche al tuo portafogli. Grazie a una serie di agevolazioni fiscali, l’investimento iniziale risulterà ancora più vantaggioso, dimostrandoti che quella del fotovoltaico è davvero la scelta per il futuro della tua impresa.

Perché dovresti considerare l’installazione di un impianto fotovoltaico nella tua azienda

I motivi per cui vale la pena installare un impianto fotovoltaico nella tua azienda sono principalmente tre:

  1. Risparmio economico L’energia solare viene immagazzinata nelle ore in cui la tua azienda ne ha più bisogno e trasformata in energia elettrica utile al funzionamento di impianti e macchinari. In questo modo è possibile sfruttare il meccanismo dell’autoconsumo, lo stesso che mira a rendere la tua azienda indipendente nella produzione e nell’utilizzo dell’energia.
  2. Sostenibilità ambientale L’energia solare che viene sfruttata da un impianto fotovoltaico è 100% green, ossia viene prodotta da una fonte naturale in grado di non inquinare l’ambiente. In questo modo vengono preservati gli habitat ma, soprattutto, la salute delle persone, con un giovamento nel breve, medio e, soprattutto, lungo periodo per il mondo intero.
  3. Miglioramento della corporate image Quella della sostenibilità ambientale aiuta a dare della tua impresa un’immagine positiva perché attenta all’ambiente e alle persone. Un elemento non da poco, specie se inserito in un più ampio progetto di social responsibility che, se ben comunicato, consegna alla tua azienda una corporate image positiva, sana e proiettata verso il futuro.

Bandi e incentivi

La legge di Stabilità 2020 ha previsto la sostituzione del super e dell’iper ammortamento con il credito d’imposta al 6%, spesa massima di 2 milioni di Euro e sgravio fiscale in 5 quote annuali. In ogni caso, il beneficio di tale misura è possibile solo se l’azienda dimostra di aver “prenotato” l’acquisto nel 2019, sia con un ordine confermato, sia con il versamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo dell’impianto.

A questo primo incentivo si aggiunge il decreto Fer1 che “sostiene la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)". Le aziende che possono ottenere gli incentivi previsti dal decreto sono sia quelle che acquistano impianti fotovoltaici di nuova costruzione superiori a 20 kW sia le aziende agricole. Non solo. Per tutte quelle aziende che, oltre a installare un nuovo impianto fotovoltaico, rimuovono anche coperture di amianto, è possibile godere di un premio incentivante pari a 12 Euro/MWh sul totale dell’energia elettrica prodotta.

Infine, per le aziende è possibile accedere a bandi o incentivi che sono, tuttavia, regionali e che, pur avendo sempre al centro il tema del fotovoltaico, cambiano a secondo del territorio. Mentre i principali bandi sono quelli di Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Piemonte e Regione Lazio, altri enti territoriali quali Puglia e Toscana hanno messo in campo canali di finanziamento agevolato o prestiti per micro e piccole/medie imprese.

Monitoraggio degli impianti e dei rendimenti

La decisione di installare un impianto fotovoltaico deve andare di pari passo con un’altra importante scelta: quella, cioè, del monitoraggio, meglio se “su misura” alle tue necessità e alle tue aspettative. Questo succede perché, nonostante sia progettato per durare tra i 20 e i 30 anni, un impianto è irrimediabilmente sottoposto a usura, sporcizia e guasti, che vanno monitorati (ed eventualmente corretti).

Ma come si fa a conoscere, per esempio, l'energia giornaliera prodotta in kWh, la potenza istantanea in kW, l'energia totale prodotta dall'impianto in MWh e le emissioni totali di CO2 evitate, specie se tali attività devono essere svolte da remoto? La soluzione è quella dell’utilizzo di hardware e software che, grazie a soluzioni che si basano sulla tecnologia IoT, sono in grado di immagazzinare una grande quantità di dati e di trasmetterli in maniera precisa e istantanea alle aziende che ne facciano richiesta (o, nei casi migliori, ai tecnici di ditte specializzate in attività di monitoraggio).

Impianti fotovoltaici a terra

Gli impianti fotovoltaici a terra sono perfetti per quelle aziende che dispongono di spazi aperti in cui installare i pannelli. Nonostante non prevedano integrazioni su tetti o architetture (elemento, questo, che li rende poco gradevoli dal punto di vista estetico), anche gli impianti fotovoltaici a terra vanno tuttavia montati su apposite strutture rialzate, oltre che aggrappati al terreno.

Nel caso di campi di grandi dimensioni, poi, è possibile optare per un campo fotovoltaico, ossia l’installazione a terra di una tecnologia che permette un accumulo su grossa scala del potenziale solare (dai 5 ai 20 o oltre MW). Qui l’unica struttura prefabbricata è quella atta a contenere la stazione inverter.

Impianti fotovoltaici su tetto piano

Un’altra opzione di fissaggio molto gettonata tra le aziende è quella degli impianti fotovoltaici su tetto piano. Si tratta di impianti più flessibili rispetto a quelli su tetto a falde perché consentono di regolare l’inclinazione dei pannelli per uno sfruttamento totale dell’irraggiamento: essi, infatti, non possono essere disposti perpendicolari rispetto alla copertura ma, distanziati tra loro, devono essere inclinati di circa 30 gradi e orientati perfettamente a sud grazie all’utilizzo di apposite strutture in acciaio zincato a caldo o inox.

Autoconsumo e Scambio sul posto: il risparmio intelligente

Abbiamo già parlato della possibilità, fornita alle aziende, di usufruire di un vero e proprio servizio di autoconsumo grazie all’energia prodotta da un impianto fotovoltaico: con esso, infatti, l’azienda produce energia e, contemporaneamente, la consuma, diventando così energeticamente autosufficiente (ed economicamente sostenibile).

A questo meccanismo se ne aggiunge un altro, che consente allo stesso modo di risparmiare in maniera intelligente: parliamo dello Scambio sul posto, ossia, nelle parole del GSE, quella “particolare forma di autoconsumo in sito che consente di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avviene la produzione”. E poiché tiene conto di entrambe le energie (immessa e prelevata), si tratta di una forma di compensazione economica per il cui calcolo sono infatti necessari i chilowattora immessi (ossia quelli riconosciuti dal GSE) e prelevati (che vengono pagati in base al contratto stipulato con l’operatore).

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