La crisi energetica attuale ha messo al centro del dibattito il mondo dell’agricoltura unito a quello delle energie rinnovabili. Durante l’ultimo Forum Agrivoltaico di Legambiente, istituzioni e associazioni che operano nel settore hanno avuto la possibilità di misurarsi sulla necessità di creare un dipartimento che promette di conciliare la produzione di energia pulita con la continuità delle attività agricole.
I dati che sono emersi dallo studio fatto da Legambiente tracciano uno scenario di forte crescita: in Europa sono già operativi più di 200 impianti con Francia, Germania e Paesi Bassi in posizione predominante. In Italia gli investimenti ammontano a circa 53 miliardi di euro e le richieste di connessione alla rete per il fotovoltaico hanno raggiunto i 144 GW (metà è in riferimento all’agrivoltaico). Entro il 2030 è stato imposto l’obiettivo dell’installazione di 7,7 GW di agrivoltaico "elevato" che porterebbe a generare benefici per 11,8 miliardi di euro e creare 19.000 posti di lavoro.
Un elemento di dibattito emerso dal Forum è che l'agrivoltaico non deve essere una semplice costruzione per occupare il suolo, ma una risorsa progettata a favore degli agricoltori. Per Legambiente e Coldiretti l'obiettivo è la tutela del reddito agricolo e il recupero di aree marginali, evitando che l'agricoltore sia sfruttato da grandi fondi di investimento.
L'agrivoltaico può portare a benefici come l'ombreggiamento delle colture riducendo lo stress idrico portato dai cambiamenti climatici e la protezione da eventi estremi come grandinate e gelate tardive.
Nonostante l’enorme potenziale persistono diversi problemi da risolvere: la burocrazia, perché molti progetti sono fermi tra autorizzazioni regionali difformi e vincoli paesaggistici, parametri tecnici (dibattito in corso sul parametro dell'80% della produzione lorda vendibile) e il ruolo delle regioni, la Campania ad esempio ha già reso operativa la nuova definizione di agrivoltaico funzionale alle colture, mentre l’Emilia-Romagna e la Sicilia stanno ancora studiando criteri tecnici solidi per bilanciare la pressione autorizzativa con la qualità dei progetti.
Grazie al recente DL 175/2025 si sta andando verso una definizione di agrivoltaico più funzionale, si parla di garantire una convivenza reale che permetta alle aziende di valorizzare l’energia prodotta durante il giorno integrandola con sistemi di accumulo per i consumi notturni e aziendali.
Fonte: https://www.qualenergia.it/articoli/agrivoltaico-crisi-energetica-avvicina-agricoltori-e-mondo-fv/
Mentre sulla Terra si lavora per cercare di ottimizzare il trasporto pubblico e ridurre le emissioni, la ricerca scientifica globale sposta i propri interessi nello spazio per risolvere il problema dell'intermittenza delle risorse rinnovabili. La Space-Based Solar Power, cioè l'energia solare che viene catturata in orbita, sta diventando sempre di più un elemento strategico analizzato dalle principali agenzie spaziali mondiali.
JAXA, l’Agenzia Spaziale Giapponese, è in prima linea con il progetto Ohisama che mira a dimostrare la fattibilità del trasferimento wireless di potenza: un satellite in orbita convertirà l’energia solare in microonde per poi trasmetterle ad una stazione nella prefettura di Saitama. Il suo obiettivo entro il 2050 è quello di avere in orbita una struttura geostazionaria a 36.000 km di altezza, dotata di un’enorme quantità di pannelli solari in grado di generare 1 gigawatt di potenza. Questa operazione avrà un costo di circa 7,5 miliardi di dollari.
Anche la NASA e le potenze occidentali stanno valutando questa opportunità. Nonostante, al giorno d’oggi, i costi sono di gran lunga maggiori rispetto alle rinnovabili terrestri, OTPS evidenzia che il calo dei costi di lancio potrebbe rendere la SBSP competitiva entro il 2040. Un’opportunità sarebbe la capacità di produrre energia anche alle regioni colpite da catastrofi dove al momento la rete è assente.
L'Agenzia Spaziale Europea ha, invece, avviato il programma SOLARIS che prevede l’integrazione del solare spaziale. Questo porterebbe ad una riduzione di circa l’80% della necessità di nuove installazioni terrestri in Europa entro il 2050.
Nonostante il grande potenziale di questi progetti, il cammino presenta diversi ostacoli che devono essere considerati: l’impatto sulla ionosfera perché la trasmissione di alte potenze tramite microonde potrebbe disturbare il plasma atmosferico, interferendo con i segnali GPS e le comunicazioni wireless, affollamento orbitale che porterebbe ad immettere strutture di dimensioni chilometriche che aumenterebbero il rischio di collisioni con detriti spaziali e quadro legale perché è necessario stabilire norme internazionali per la gestione delle frequenze delle microonde per la trasmissione di energia per evitare conflitti tra sistemi spaziali.
Catturare l'energia ininterrottamente senza l'ostacolo di nuvole o dell’alternanza notte e giorno é forse la sfida tecnologica più importante del nostro secolo. Bisogna unire la conquista dello spazio alla sopravvivenza climatica della Terra.
Fonte: https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/energia-solare-spazio-transizione-energetica/
L’Energy Manager è oggi diventato l’elemento cardine su cui si basa la gestione dell’energia all’interno di organizzazioni pubbliche e private. La Legge 10/1991 stabilisce l’obbligo di nomina annuale per i grandi consumatori e nel corso degli anni questa figura ha subito un profondo cambiamento perché da adempimento formale è diventata una leva strategica per garantire la competitività aziendale, la sicurezza degli approvvigionamenti e il rispetto dei target di decarbonizzazione.
L’Energy Manager si occupa di monitorare i consumi e individuare le soluzioni per ridurli e ottimizzarli unendo efficienza energetica, risparmio e produzione da fonti rinnovabili, individuando le aree di inefficienza. Si occupa anche di valutare l’attuabilità tecnico-economica degli interventi.
Per accedere a questa carica non è necessario un percorso accademico, ma la difficoltà della carica richiede solide basi tecnico-scientifiche, infatti quasi l’80% dei professionisti in tale ambito possiede una laurea tecnica.
La certificazione EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) conferma il superamento di un esame specifico e lo svolgimento continuo di attività specialistiche: secondo i dati della FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), tale certificazione è molto diffusa tra i consulenti esterni. Nelle realtà più strutturate l'Energy Manager interno si occupa di supervisione e coordinamento tra competenze interdisciplinari.
La digitalizzazione ha esteso ulteriormente le competenze richieste, infatti un moderno Energy Manager deve essere a conoscenza e avere esperienza con la digitalizzazione dei processi, sistemi di monitoraggio avanzati, l’utilizzo di smart meter ed utilizzare l’IA per l’ottimizzazione dei consumi.
Fondamentali sono anche le competenze trasversali, perché deve comunicare in modo efficace con i vertici aziendali e tradurre analisi tecniche in proposte d’investimento convincenti così che le strategie di efficientamento vengano realizzate.
Nelle realtà più strutturate si ricorre ad una figura con un ruolo manageriale che si occupi di armonizzare competenze esterne ed interne.
In un mercato moderno caratterizzato ormai da costi energetici volatili e obblighi normativi molto stringenti questa figura diventa colei che garantisce la resilienza energetica e la sostenibilità nel lungo periodo.
Fonte: https://www.qualenergia.it/articoli/energy-manager-cosa-fa-dove-lavora-competenze-che-servono-oggi/
Il debutto di Solarfast Service alla fiera KEY – The Energy Transition Expo ha segnato un passo importante nel nostro percorso di crescita. Ospiti dello stand del Gruppo Enercom, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con i principali player del settore, portando valore e soluzioni concrete in uno dei contesti più rilevanti per l’energia del futuro.
Dalla solida collaborazione tra Enercom e Solarfast Service nascono soluzioni su misura per privati, condomìni, comunità energetiche e imprese. Il nostro obiettivo è semplificare la transizione verso il fotovoltaico attraverso un ecosistema di servizi "chiavi in mano":
Sappiamo che ogni realtà ha esigenze finanziarie diverse. Per questo proponiamo modelli contrattuali diversificati: dalla vendita diretta ai contratti EPC (Energy Performance Contract), dai PPA (Power Purchase Agreement) fino al leasing.
In partnership con BNP Paribas Leasing Solutions, leader negli strumenti finanziari green, offriamo la formula della locazione operativa. Una scelta strategica che permette di installare un impianto senza intaccare la liquidità immediata.
Perché sceglierla?
Con la locazione operativa, un’azienda può raggiungere il Break Even Point (BEP) già al 7° anno, generando flussi di cassa positivi e risparmio energetico immediato.






Il boom delle energie rinnovabili ha portato milioni di pannelli solari sui tetti di tutta Europa, ma una domanda sta diventando sempre più urgente: cosa succederà a questi moduli quando raggiungeranno la fine della loro vita utile?
Il fotovoltaico è una delle tecnologie più pulite a nostra disposizione, ma per essere davvero sostenibile deve chiudere il cerchio. Fortunatamente, un pannello solare non è un rifiuto "senza speranza": oltre il 95% dei materiali che lo compongono — tra cui vetro, alluminio, silicio e rame — può essere recuperato e reimmesso nel ciclo produttivo.
Tuttavia, la gestione dei RAEE fotovoltaici (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non è solo una scelta ecologica, ma un percorso regolato da normative precise, responsabilità dei produttori e procedure burocratiche che variano a seconda che l'impianto sia domestico o professionale.
Dalle novità introdotte dalle ultime istruzioni operative del GSE, alle differenze tra i sistemi collettivi e i consorzi, orientarsi nel panorama dello smaltimento può sembrare complesso. Sapere come muoversi correttamente è fondamentale per non perdere gli incentivi e per contribuire concretamente all'economia circolare.
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Per una panoramica completa e tecnica, ti invitiamo a consultare la: Guida completa al riciclo del fotovoltaico su Rinnovabili.it
Con uno spazio espositivo di circa 100 mq, Gruppo Enercom torna a KEY – The Energy Transition Expo dal 4 al 6 marzo a Rimini (clicca qui per sapere di più sull’evento).
Per questa edizione, oltre alle maggiori dimensioni dello stand, ci sono altre novità: una serie di appuntamenti per confrontarsi su tecnologie, strategie e visioni insieme a clienti, partner e visitatori, nella HALL A5-C5, allo stand 001.
L’area espositiva è stata pensata per raccontare il modo di essere del Gruppo, di cui anche Solarfast Service fa parte: un insieme di società autonome ma profondamente sinergiche, capaci di amplificare la propria forza e presidiare l’intera filiera energetica.
Vi sarà uno spazio aperto, attraversabile e accogliente, coerente con i valori di trasparenza, solidità e integrazione che rappresentano Gruppo Enercom, dove sarà favorito l’incontro, il dialogo e la condivisione di esperienze, e in cui le diverse anime del Gruppo saranno tenute insieme da un filo rosso che richiama il segno dell’infinito: simbolo di continuità, connessione ed evoluzione.
Il programma è composto da brevi presentazioni e talk di 20 minuti su progetti o risultati specifici. In particolare, il 4 marzo alle14:30 si parlerà di “Fotovoltaico industriale senza investimento”, un approfondimento sul tema del noleggio operativo che coinvolge in modo diretto Solarfast Service e, all’interno del quale, interverrà la responsabile di sviluppo efficienza energetica e nuovi prodotti di Enercom, Carolina Gritti.
Protagonista sarà l’impegno del Gruppo nello sviluppo sostenibile dei territori in cui opera: un percorso coinvolgente che, per esempio, si concretizza nell’investimento recente di Enercom per il bambuseto di Rovato (BS). Anche la struttura dello stand rispecchierà l’attenzione alla sostenibilità: uno spazio modulare e riutilizzabile, pensato per ampliarsi e trasformarsi nel tempo, senza sprechi né rifiuti.
In sintesi, partecipare a KEY significa portare all’esterno ciò che costruiamo insieme, giorno dopo giorno, e condividere la nostra visione di energia e di futuro.
Fonte: https://www.gruppoenercom.it/2026/02/11/pronti-per-key-2026-con-tutta-lenergia-del-nostro-gruppo/
Quando si parla di grandi impianti fotovoltaici (i cosiddetti utility-scale), la prima cosa a cui si pensa è la produzione massiccia di energia verde per abbattere le emissioni di CO2. Tuttavia, un recente studio dell’IRENA (Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili) rivela che i benefici di queste infrastrutture vanno ben oltre la decarbonizzazione, trasformando il solare in un vero alleato per la rigenerazione della natura e del territorio.
Sostituire i combustibili fossili con il sole non significa solo combattere il riscaldamento globale. Lo studio sottolinea come il fotovoltaico riduca drasticamente la presenza di inquinanti pericolosi come biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri sottili. Il risultato? Un’aria più respirabile, soprattutto vicino alle aree industriali, con un impatto positivo diretto sulla salute di tutti noi.
Una delle scoperte più interessanti riguarda il recupero dei terreni degradati. Spesso si teme che i grandi parchi solari occupino suolo utile, ma i dati dicono altro: se progettati correttamente, questi impianti possono aiutare a ripristinare siti minerari abbandonati o zone colpite dalla desertificazione.
Un esempio emblematico arriva da Gonghe, in Cina: in dieci anni, grazie all'ombra dei pannelli che riduce l’evaporazione e protegge il terreno, la copertura vegetale è passata da un misero 2% a oltre il 55%. In pratica, i parchi solari possono agire come "scudi" che permettono alla vita di tornare a fiorire.
Lo studio IRENA non nasconde le sfide: la costruzione di un impianto deve essere gestita con cura per non disturbare gli habitat locali. Tuttavia, una volta operativo, un parco fotovoltaico può diventare un’oasi protetta. In molti casi, la qualità del suolo migliora sensibilmente, con aumenti di nutrienti e sostanza organica che superano l'80% rispetto alle condizioni iniziali.
Guardando al futuro, l'attenzione si sposta sui materiali. Entro il 2030, la domanda di alluminio, rame e argento per i moduli solari crescerà esponenzialmente. La sfida dei prossimi anni sarà rendere il settore sempre più circolare, puntando sul riciclo dei componenti per rendere il fotovoltaico una tecnologia davvero sostenibile.
Il messaggio dello studio è chiaro: i grandi impianti fotovoltaici non sono solo "fabbriche di elettricità". Sono infrastrutture multifunzionali che, se integrate nel paesaggio con lungimiranza, possono restituire valore al territorio, proteggere la biodiversità e accelerare il percorso verso un futuro non solo più fresco, ma anche più verde.
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Questa news è ispirata al recente rapporto dell’International Renewable Energy Agency (IRENA) sugli impatti ambientali del fotovoltaico su scala utility.
Dal 4 al 6 marzo 2026, il Quartiere Fieristico di Rimini si trasformerà nel fulcro europeo della transizione energetica, ospitando anche quest’anno l’evento KEY – The Energy Transition Expo. Per le aziende che progettano e installano impianti fotovoltaici, questo appuntamento non è solo una fiera, ma una finestra sul futuro. Gruppo Enercom sarà presente con un ampio stand per presentare le aziende che ne fanno parte, confrontarsi con i leader della transizione energetica e continuare a innovare il proprio servizio.
Di seguito, le novità più interessanti di questa edizione.
A KEY 2026, il settore SEC (Solar Expo & Conference) sarà il protagonista assoluto. La grande novità è l'integrazione sempre più intelligente tra i pannelli e i sistemi di accumulo. Non si parla più solo di "installare i pannelli", ma di creare un ecosistema domestico o aziendale dove l'energia viene prodotta, stoccata e utilizzata senza sprechi, grazie all'aiuto dell'Intelligenza Artificiale.
L'Italia sta diventando leader nell'agrivoltaico avanzato. In fiera verranno presentate soluzioni che permettono di coltivare i campi e produrre energia pulita contemporaneamente, proteggendo le colture dagli eventi climatici estremi.
Idrogeno e Comunità Energetiche
Tra le grandi novità del 2026 spicca HYPE (Hydrogen Power Expo), un intero salone dedicato all'idrogeno. Ma non solo: si parlerà molto di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), il modello che permette a vicini di casa o aziende della stessa zona di scambiarsi l'energia prodotta, abbattendo drasticamente i costi in bolletta per tutti.
La fiera non ospiterà solo multinazionali, ma anche un intero Innovation District dedicato alle startup. Questo significa che verranno presentati in anteprima nuovi materiali più efficienti, software di monitoraggio sempre più semplici da usare e soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici ancora più veloci.
Fonte: https://www.renewablematter.eu/key-energy-2026-date
Dal recente report IEA PVPS (International Energy Agency Photovoltaic Power System Programme) emerge che il 2024 è stato un anno storico per il fotovoltaico globale, il quale ha registrato un nuovo record di installazioni. A livello mondiale sono stati aggiunti oltre 550 GW di nuova capacità solare, portando il totale installato a superare i 2.200 GW. Numeri che confermano come il solare sia ormai uno dei pilastri della transizione energetica, grazie alla sua competitività economica e alla rapidità con cui può essere installato.
La crescita del settore è stata trainata soprattutto da pochi grandi mercati. Circa l’85% delle nuove installazioni si concentra infatti in una decina di Paesi. A dominare la scena è ancora una volta la Cina, che da sola ha realizzato quasi il 60% della nuova capacità fotovoltaica mondiale nel 2024. Seguono, a distanza, Europa, Stati Uniti e India, che continuano a investire nel solare per ridurre le emissioni e rafforzare la sicurezza energetica.
Anche l’Europa ha mantenuto un ruolo di primo piano, con una crescita sostenuta nonostante un contesto economico più complesso rispetto agli anni precedenti. In questo scenario si inserisce anche l’Italia, che nel 2024 ha installato circa 6,7 GW di nuovi impianti fotovoltaici, confermandosi tra i principali mercati europei. La maggior parte delle nuove installazioni riguarda impianti residenziali, commerciali e industriali, spesso destinati all’autoconsumo, segno di un interesse sempre più diffuso da parte di famiglie e imprese.
Il dato globale racconta, quindi, un settore in forte espansione, ma anche sempre più concentrato in alcune aree del mondo. La sfida dei prossimi anni sarà estendere questa crescita anche ai mercati emergenti e ai Paesi in via di sviluppo, dove il fotovoltaico può giocare un ruolo chiave nell’accesso all’energia e nella lotta al cambiamento climatico.
In sintesi, il 2024 conferma una tendenza chiara: il fotovoltaico non è più una tecnologia del futuro, ma una realtà centrale nel sistema energetico globale, destinata a crescere ancora nei prossimi anni.
Il Governo italiano sta lavorando a una nuova versione del Decreto Legge Energia che introduce alcune novità pensate per supportare la transizione energetica, con particolare attenzione al fotovoltaico e agli accordi di lungo termine sull’energia (PPA - Power Purchase Agreement).
1. Incentivi al repowering del fotovoltaico “storico”
Una delle novità più interessanti riguarda il repowering degli impianti fotovoltaici che oggi sono incentivati con le tariffe dei vecchi Conti Energia.
In pratica, gli impianti con potenza superiore ai 20 kW che sono ancora sotto questi regimi storici potranno uscire volontariamente dal sistema di incentivi prima del previsto e ricevere in cambio aiuti economici per ammodernare e potenziare la loro capacità produttiva.
La misura ha un limite complessivo di 10 GW di potenza coinvolgibile e richiede che gli impianti selezionati partecipino a una procedura competitiva gestita dal GSE entro marzo 2027. L’obiettivo è rilanciare impianti più vecchi, aumentandone efficienza e produzione, riducendo al tempo stesso gli oneri in bolletta legati al sostegno alle rinnovabili, che pesano sui consumatori.
2. Più PPA per le piccole e medie imprese
Un altro punto chiave della bozza è l’evoluzione della “bacheca PPA”, lo strumento informatico che facilita l’incontro tra domanda e offerta di energia da fonti rinnovabili.
Nel nuovo testo, la bacheca non sarebbe solo un luogo di pubblicazione, ma diventerebbe un vero e proprio mercato digitale dove piccole e medie imprese (PMI) possono negoziare contratti di fornitura di lunga durata con produttori di energia pulita.
Il GSE verrebbe coinvolto come garante e aggregatore, aiutando soprattutto le imprese meno strutturate ad accedere a questi contratti. I PPA sono strumenti sempre più diffusi a livello europeo per stabilizzare i costi dell’energia e sostenere direttamente la produzione di elettricità verde nel lungo periodo.
3. Perché queste misure sono importanti
L’Italia sta puntando sempre più sulle energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, tagliare le emissioni e contenere i costi energetici per imprese e famiglie. Anche nel mercato dei PPA il trend è in crescita, con sempre più contratti di lungo termine firmati tra produttori e grandi utilizzatori di energia.
In questo contesto, incentivare il repowering degli impianti esistenti e facilitare l’accesso alle forniture rinnovabili a lungo termine per le PMI può dare un impulso importante alla transizione energetica nazionale.
Fonte: https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/nuova-bozza-dl-energia-repowering-ppa/